Facebookmania

La Mafia è su Facebook

Posted on: 30 dicembre 2008

facebookmafiaAlcuni miti, si sa, sono duri a morire. Tanto più se vi è stata edificata la componente aggiuntiva dell’idolatria cinematografica, che spesso dimentica di precisare la verità delle cose sacrificandola a un personaggio che funzioni sullo schermo. È andata così per il mai dimenticato “Padrino” dei film di Francis Ford Coppola, che si è impresso nell’immaginario collettivo come poche altre figure del cinema hanno saputo fare. Una Marylin sui generis, che ha incantato generazioni affascinate dal mito del potere ad ogni costo. Il Marlon Brando che parlava, doppiato, in dialetto siciliano nel film corrispondeva però a un personaggio reale, e non altrettanto affascinante. Certo non lo sono stati i suoi degni successori, oggi dietro le sbarre, con le mani sporche del sangue di centinaia di vittime innocenti. Eppure, nonostante nella memoria collettiva italiana il ricordo delle stragi di un quindicennio fa sia ancora vivo e presente, ci sono falsi miti che tengono, e faticano a morire. Arrivando a contaminare, com’è ovvio, gli spazi della socialità condivisa che si diffondono in rete, come il social network più popolare d’Italia, Facebook . Che ha dei pregi, come ogni cosa, e molti difetti, non foss’altro per la totale libertà di espressione che vi è contenuta. Anche quella, perché no, di omaggiare Bernardo Provenzano o augurare buon Natale a Totò Riina. Come sia possibile che un pubblico giovane, che dovrebbe essere cresciuto con un senso civico nuovo rispetto al passato, trovi divertente chiedersi “ma cu è stu Dalla Chiesa”, è tutto un altro paio di maniche.

BACIAMO LE MANI – Allo “Zi Binnu” tutti vogliono augurare un nuovo anno, sempre tenendo a mente che “la famiglia è sacra” (ma solo quella mafiosa: quelle degli altri devastate dai lutti invece no) e che “l’onore viene prima di tutto”. Un onore che i mafiosi stessi non conoscono, sempre ammesso che invece non siamo noi a sbagliare, rifiutando di comprendere cosa ci sia di onorevole nello sciogliere il corpo di un ragazzino undicenne nell’acido (leggi Giuseppe di Matteo, figlio di Santino). Quello che raccoglie più tifosi resta “Corleone – The Godfather”, che ricorda ai suoi 3.521 membri che “la storia continua”, come chiunque frequenti le cronache del sud Italia sa fin troppo bene. Tra “Forza Totò” e “il rispetto è tutto” non si contano i commenti lasciati sul muro virtuale del boss di Corleone, che al suo attivo detiene almeno una quindicina di profili a lui dedicati. E poco importa che dietro la foto e i commenti non ci possa essere il padrino in carne e ossa, per nostra fortuna recluso nel carcere di Opera, a Milano, dove presumiamo che il regime di 41bis non gli conceda lussi come Facebook.

PROVENZANO FANS CLUB – E chissà se non sarebbe contento Bernardo Provenzano di scoprire che i suoi “pizzini” indirizzati alla famiglia per gli oltre 200 membri del suo “Offical fans club” sono mantra da ripetere alla sera. I consigli religiosamente ispirati che il boss – tra i più sanguinari che la nostra storia ricordi, e che porta la colpa di centinaia di morti ingiuste – si premura di consegnare al figlio perché sia sempre “calmo e retto”. Un po’ come lui insomma, che in fin dei conti ha solo ordinato qualche strage, niente di più. Per lui saranno stati creati oltre 20 profili, tra cui il gruppo nato su misura per chiederne la “santificazione”: registrato nella categoria dei “business man”, come un qualsiasi responsabile d’azienda. Già meglio di quello che si riesce a leggere nel gruppo “Cosa Nostra”, dedicato all’omonima organizzazione criminale, che la cataloga nell’alveo delle “No profit organization”. Viene da domandarsi il perché allora di traffici internazionali di stupefacenti, spaccio, mani sugli appalti e riscossione del pizzo, se è il “no profit” l’animo che spinge gli uomini d’onore, secondo il creatore della banda virtuale.

L’ANTIMAFIA (VIRTUALE, E NON) – Di gruppi che si chiamano “Mafia” ce ne saranno una decina, e spopola fra gli iscritti il gioco “Guerra fra bande”, nel quale bisogna comportarsi come un qualsiasi clan mafioso, acquistando casinò, armi, pistole e macchine costose. Un solo membro, invece, nel desolato e solitario gruppo che la guerra fra bande cerca inutilmente di fermarla. Quasi 2.000, infine, i membri iscritti a “Italian Mafia ‘Cosa Nostra’”, che evidentemente spopola anche oltreoceano, con una sola voce fuori dal coro che scrive sul muro virtuale e si chiede se non siano “tutti impazziti”, e mente di augura che sia solo uno scherzo gli intima “vergognatevi”. E menomale, aggiungiamo noi. Nella “guerra” tutta virtuale fra personaggi, virtuali ma esistenti, che popolano Facebook, anche l’antimafia, per fortuna, ha la sua parte. Tantissimi i sostenitori delle pagine che ricordano il sacrificio di Peppino Impastato e Rocco Chinnici , di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone , di Carlo Alberto Dalla Chiesa (che per rispondere alla strafottente domanda di cui sopra, è una vittima innocente della violenza mafiosa, come gli altri) e i tanti che sono morti difendendo un rispetto e un onore, quelli sì, davvero autentici.

Fonte

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: